
Metal Beta 
Dischetto di debutto per i romani The Guestz, dediti ad un
rock and roll classico, che ha in Guns'n'roses, Velvet
Revolver e Gotthard gli esponenti di spicco e al quale il
quartetto capitolino si rifà in maniera abbastanza evidente.
Mimmo god e soci hanno intrapreso la strada del rock and
roll accattivante, quello dei refrain, con corazzi annessi,
che ti entrano in testa, dei testi stereotipati che parlano
di "sex, drugs and rock and roll", degli assoloni di
chitarra in puro stile AC/DC, delle voci melodiche
irruvidite dal Jack Daniels e dalle sigarette, rigorosamente
girate! Indubbiamente è una strada che molti han già
percorso, ma gli Ospiti lo fanno con naturalezza e
padronanza del mestiere: tant'è che queste cinque tracce
rappresentano un ottimo biglietto da visita in vista di un
vero e proprio full length, che farà la gioia di coloro che
continuano a credere nel mito delle rockstar e della loro
vita scanzonata e all'insegna della musica e della gaudenza!
I momenti migliori del disco sono sicuramente "House of
Rock", anthemica traccia dal sapore di inno alla chitarra
tamarra e la veloce "Naked Alice", che, accellerando la
sezione ritmica, introducendo anche delle varianti al
classico 4/4 suonato da tutti i batteristi del genere, forse
rappresenta la canzone migliore della produzione.
Completa il tutto un'eccellente produzione, che fa risaltare
a dovere ogni suono come dovrebbe, dalla bella voce di Mimmo
God, l'ottima equalizzazione delle chitarre, mai troppo alte
rispetto al resto (tipico del genere) e soprattutto
un'ottima resa delle 4 corde di Rob'n'Roll, che risplendono
in tutta la loro compattezza, creando il tiro giusto sul
quale le ritmiche si intrecciano alle pelli di Matt.
L'unico difetto dei 20 minuti di musica messa a disposizione
dai the Guestz è la troppa perfezione: non c'è un minimo di
innovazione, il sentiero che la band percorre è stato già
tracciato da molti altri prima di loro ed essa si inserisce
in maniera fin troppo perfetta all'interno dei canoni del
genere. Un po' di coraggio a sperimentare in più (come già
hanno fatto altri) avrebbe fatto guadagnare al lavoro un
punto in più sicuramente. Intendiamoci, nella musica non si
deve necessariamente inventare qualcosa per essere una buona
band, e questo è proprio il caso dei nostri.
Il disco inoltre ha una eccellente veste grafica e
rappresenta un punto in più a favore dei quattro rockers,
che si confermano, con date a supporto di Adam Bomb, Kee
Marcello e Surgery, una delle migliori rock band emergenti
dello stivale, che ha intrapreso la strada giusta e che deve
solo affinare un poco di più il tiro per fare centro
completo.
Lord Carto -
Metal Beta [www.metalbeta.it]
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