Shapeless 'zine [7.5/10]

Il gruppo chiamato The Guestz arriva da Roma, dove si è formata nel 2006. La band è nata dall'incontro tra due coppie di artisti: da una parte Jonna (Lord Brummel, Theatres Des Vampires, Decadenza) e Mimmo God, dall'altra Rob'n'Roll (Bubblegum Kiss) e Matt Svarione. L'intesa fra i quattro si è rivelata subito vincente, tanto che nel giro di poche serate erano già state decise le cover con le quali iniziare l'attività. La formazione del gruppo è stata così veloce che i quattro, senza neppure aver deciso il nome, si sono ritrovati ad aprire un concerto dei Soul Doctor e dei Markonee. Dato che la locandina recitava "Soul Doctor + Markonee + guests", Jonna ha subito deciso di battezzare il gruppo "The Guestz", con la "z" finale per evitare alcune omonimie.
"Not For Money, Just For Glory" è il MCD d'esordio dei The Guestz. E il fatto che non si tratti di principanti è dimostrato anche dalla scelta dello studio, il rinomato Temple Of Noise di Christian Ice (che ha contribuito anche agli arrangiamenti e ai cori). Dal punto di vista grafico, il MCD è contenuto in un bel digipack tutto nero, dove il logo fiammeggiante del gruppo campeggia perfettamente al centro. Il resto dell'artwork vede una serie di fotografie della band sul palco, e le varie note relative alla registrazione, più i ringraziamenti.
Il CD è aperto da "Jonna Wants Two Beers": con un titolo così schietto e puerile, come si può resistere, eheh?! E infatti la canzone prende sin dal primo ascolto, mettendo in mostra una melodia spiccata, di puro stampo americana, sostenuta da un arrangiamento perfettamente in linea con la tradizione del genere. La voce potente di Mimmo God è acuta, ideale per la musica proposta. Jonna sfodera una serie di riff memorabili con la sua chitarra, ben sostenuta dal pulsare preciso del basso di Rob. La batteria di Matt è trascinante e svolge il suo lavoro con diligenza. L'ottima qualità di registrazione ha garantito ai The Guestz un suono agile e dal buon impatto.
Meno irruente e più intensa, "Piracy" conferma l'attitudine sincera dei quattro musicisti, interpreti credibili del genere proposto. "Piracy" ci presenta anche una versione più introspettiva dei The Guestz, ma ugualmente in grado di comunicare energia. A una strofa abbastanza nella norma, arricchita da buoni coretti, si contrappone un ritornello semplice ma incisivo, che rimane subito in testa. Bisogna sottolineare una cosa: il bello dei The Guestz è che, pur nella precisione formale, mantengono sempre una certa dose di rozzezza, ideale per rendere il loro rock selvaggio e maleducato. Bello l'assolo di chitarra.
Con "House Of Rock", i quattro tornano a far sul serio, pigiando sull'acceleratore e regalandoci un nuovo esempio di hard rock sudato ed energico. Bellissimo l'arrangiamento: non un particolare è fuori posto. E il coro che strilla il titolo della canzone è dannatamente coinvolgente. Una perla, ideale per le esibizioni dal vivo. Anche in questo caso, nessuno degli artisti ruba la scena agli altri, ma i The Guestz procedono come un'unità ben collaudata. Il suono d'assieme è così intenso, ed il dinamismo ritmico inietta adrenalina nelle vene degli ascoltatori. Simpatico il finale, extramusicale, nel quale i musicisti vengono incitati a guardare verso l'alto, di modo che la voce possa uscire al meglio.
"Naked Alice" è un altro valido esempio di street/glam, che ci spinge con la mente nella California degli anni '80, tra vestiti bizzarri e capelli ipercotonati. Un rock'n'roll selvatico e moderno, che fa ribollire il sangue di passione. Il lavoro di Jonna è grandioso, soprattutto quando la sua chitarra sale in cattedra: poche note, ma tutte al punto giusto. Con i suoi due minuti e mezzo di durata, è la canzone più corta del MCD.
"In The Blink Of An Eye" è una traccia più oscura delle precedenti, e anche il ritmo è maggiormente contenuto. Però ha un ritornello memorabile, e l'arrangiamento non fa una grinza. Non è possibile non sentirsi infiammare di puro spirito rock, ascoltando canzoni simili. Tutto è ben realizzato. Non c'è molto altro da dire.
Dunque, "Not For Money, Just For Glory" è un ottimo biglietto da visita. Ogni particolare del MCD è perfetto: suono, dinamismo, bontà delle canzoni, prestazioni dei singoli musicisti. Le cinque canzoni qui presenti sono tutte coinvolgenti, e "House Of Rock" e "In The Blink Of An Eye" sono dei singoli potenziali. Sono contento che, tra l'altro, il gruppo si stia affermando sopratutto sul palco, grazie alla partecipazione a numerosi concerti e a festival come il GlamAttakk.
Dalla loro, i The Guestz hanno tutto. Forse manca un po' l'originalità, visto che il loro sound è legatissimo alla scena hard rock americana degli anni '80, collocandosi a metà strada tra ammiccamenti glam e rudezza street. Sicuramente, la professionalità dei musicisti e la capacità di intrigare il pubblico, anche soltanto l'ascoltatore del CD (come nel mio caso), sono notevoli. Superiori alla media. Ragion per cui, "Not For Money, Just For Glory" è un MCD consigliato a tutti gli amanti del genere, ed ai nostalgici di un certo tipo di sonorità.

Hellvis - Shapeless 'zine [www.shapelesszine.com]

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